Note Programmatiche Preliminari

1) Ridurre la dipendenza economica dal solo contributo pubblico del CONI .

Il raggiungimento di questo obiettivo è possible realizzando e sostenendo una maggiore collaborazione e integrazione tra le attività della Fitri e il mondo industriale e anche con le attività di promozione turistica del nostro paese. Ad esempio ho gia parlato di un possible investimento nel triathlon con i titolari della Barilla che sono grandi appassionati di sport endurance. E ho fatto altrettanto con i responsabili del marketing della Yahoo, che hanno appena realizzato investimento importante sul ciclismo professionistico che sarebbero disposti ad estendere anche al triathlon. A tal fine è’ quindi fondamentale creare le condizioni di “credibilità e investibilità” per il nostro sport che lo possa rendere appetibile come investimento con ragionevoli e chiare aspettative di ritorno economico. Per quanto riguarda il  legame con le attività di promozione turistica, a fronte di una disponibilità, solidità e affidabilià da parte della Fitri, ma soprattutto degli organizzatori delle gare, non mi pare  difficile trovare co-sponsiorizzazioni pubbliche ( ad esempio in alcune realtà che ben conosco come Trentino Alto Adige, Veneto) Tra queste attività finalizzate ad aumentare le entrate della Fitri, un’attenzione particolare va dedicata allo sviluppo delle attività di merchandising#. Ho solidi contatti a Taiwan e in Cina con fornitori di prodotti tecnici e gadgets che opportunamente packaged e marchiati FITRI potrebbero essere lucrativamente distribuiti ai soci, agli atleti e anche agli spettatori/simpatizzanti. Si potrebbe appunto immaginare lo sviluppo di un innovativo  special project Bici Fitri,  così come già fanno, con ritorno economico non irrilevante, altre federazioni che  svilluppano internamente il proprio mezzo tecnico (slittino/bob). Grazie anche alla mia recente esperienza nell’industria della bicicletta, risulterebbe aagevole produrre e distribuire a soci e atleti Fitri.  bici di qualita’per competizioni ITU e Ironman.

2)    Ironman e triathlon olimpico .

Il triathlon  e’ nato Ironman. Poco dopo sono nati i triathlons brevi che sono divenuti a Sidney2000 disciplina olimpica. I due sports Ironman e triathlon olimpico si sono scissi. Dal mio punto di vista questa scissione e’ assurda, Le distanze sono differenti ma la disciplina e’ la stessa, gli attori sono gli stessi! Quando un atleta italiano di qualsiasi livello compete in un evento Ironman, rappresenta oltre che se’stesso, anche l’Italia: per questo non dovrebbe essere ignorato dalla FITRI. Inoltre colpiscono le differenze organizzative e gestionali-economiche tra il modello Ironman e quello federale: Ironman e’un organizzazione di grande successo globale fortemente rivolta al business mentre  Fitri esiste e vive solo grazie ai contributi del CONI. Questa enorme distanza va, anche se gradulamente certamente ridotta, cercando di introdurre snel modello organizzativo e gestionale della FITRI gli aspetti migliori ed economicamente più produttivi del modello Ironman

3)    Potenziamento dell’ Area Tecnica.

La preparazione di una squadra competiva e magari vincente per le Olimpiadi di Londra 2012 deve essere l’obiettivo tecnico prioritario della FITRI, anche in considerazione dei non troppo lusinghieri risultati ottenuti da che la federazione esiste. L’impiego di tecnici deve basarsi su criteri meritocratici. A tal fine la valorizzazione e l’aggiornamento professionale dei Tecnici federali potrebbero essere curate con particolare attenzione, anche mediante l’attivazione di rapporti di collaborazione e scambi con strutture tecniche di eccellenza e di successo presenti in altri paesi.  Penso ad esempio al centro federale di Clermont in Florida che gia ospita triatleti di diverse federazioni. Oltre a contatti federali, ho dei contatti con un paio di allenatori di altissimo livello che potrebbero essere reclutati come consulenti esterni part-time a costi assolutamente competitive.

4)    Organizzazione professionale di eventi.

Un obiettivo è sicuramente quello di portare al più presto (vedi l’ organizzazione per Venezia 2011) di una tappa del circuito Ironman in Italia. Questo sarebbe un importante contributo alla conoscenza e diffusione del triathlon, ma tuttavia rappresenterebbe solo la punta dell’iceberg. Strategicamente e’ sicuramente piu’ importante cercare di aumentare quantità e qualita’ di gare sprints in modo da diffondere e far crescere il movimento anche in aree come nel Sud che tanto hanno da offrire risorse ambientali/territoriali.

5)    Valorizzazione Movimento Age Groupers che costituiscono la spina  dorsale del movimento.

L’obiettivo di aumentare i soci  di un 20-25% all’anno e’ , in base ad un analisi del potenziale di crescita, è estremamente realistico semplicemente ottimizzandone le modalità. In Italia ritengo vi siano tutti gli ingrendienti per far decollare il movimento. Fino ad ora, tuttavia, e’ probabilmente mancato il ruolo di catalizzatore che la federazione dovrebbe e potrebbe avere.

6)    Diffusione del triathlon a livello giovanile.

Il 90% degli scolari italiani frequenta corsi di nuoto, va in  bici o corre (se non altro per giocare a calcio). Anche in questo caso si potrebbe organizzare una campagna di propaganda, piu’ o meno capillare, per far conoscere il triathlon e la distribuzione territoriale delle società presso cui avviarsi alla sua pratica. Si potrebbero ad esempio attivare e realizzare eventi dedicati all’avviamento e avvicinamento “ludico” di bambini al triathlon, facendo riferimento e copiando quanto viene realizzato con successo  negli USA (in Florida nella area della Tampa bay)dove organizzatori molto validi portano settimanalmente circa  2000 bambini di eta’ compresa fra i 6 e i 13 anni ad essere dei praticanti in erba, partecipando nell’arco dell’anno ad eventi ad hoc. Avere magari un consigliere che abbia competenze in questo senso, sarebbe un modo per creare un bacino di praticanti strategicamente importante, almeno quanto gli age groupers. Non credo si sia fatto finora molto in questa direzione e qualsiasi risultato anche modesto, sarebbe sicuramente significativo per il nostro sport.

7)    Riorganizzazione della struttura federale.

In questo caso l’obiettivo è quello di ottimizzare la distribuzione dei compiti/competenze dello staff della Federeazione, anche nell’ottica di una più efficente gestione manageriale ed economica della federazione stessa.

8)    Organizzazione federalista piuttosto che federale.

In questa parte il programma Raineri mi sembra valido, cosi’ come il dibattito che ho seguito recentemente su FCZ.it. La Fitri dovrebbe a mio avviso  opportunamente e strategicamente decentrare (invece che accentrare) prte delle sue competenze e attività. Molte competenze federali potrebbero e dovrebbero essere di competenza territoriale.  Chi meglio di un allenatore locale conoscere i propri atleti? Chi meglio di un organizzatore locale conosce la propria realta’ territoriale e le sue potenzialità?  E’ difficile, se non impossibile, per una struttura centrale valorizzare efficacemente un atleta piemontese o una serie di triathlon sprints in Puglia. Questo obiettivo può invece essere, a mio avviso, efficacemente raggiunto  proprio agevolando e creando un sistema interconnesso di deleghe a gestione locale e territoriale.

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